Early Warning PMI — Fragility Score Regionale

Dalla logica transazionale a un indicatore annuale regionale: verifica fuori campione

PMI
Rischio di credito
Regioni
L’Innovation Data Challenge 2026 di Banca d’Italia e Central Bank of Ireland ha prodotto un poster (pagina 12 — Liquidity Dynamics) che dimostra la capacità di anticipare la fragilità finanziaria delle PMI usando dati transazionali.
Autore/Autrice

Paolo Volterra

Data di Pubblicazione

20 giugno 2026

Sommario

L’Innovation Data Challenge 2026 di Banca d’Italia e Central Bank of Ireland ha prodotto un poster (pagina 12 — Liquidity Dynamics) che dimostra la capacità di anticipare la fragilità finanziaria delle PMI usando dati transazionali. Questo documento ne traduce la logica, senza replicarne la tecnica, su dati annuali aggregati regionali: tasso di sofferenza NUTS2 da Banca d’Italia e rapporti di bilancio Cerved. I modelli sono stimati sul 2019–2023 e verificati fuori campione sul 2024. Dopo avere controllato per il tasso NPL precedente, leverage e MOL/Attivo non risultano statisticamente informativi a un anno; nessun modello — nemmeno aggiungendo concentrazione bancaria regionale o esposizione settoriale — batte la semplice persistenza nel test 2024. Cambiando orizzonte a tre anni, tuttavia, il modello batte la persistenza di un fattore due e il margine operativo lordo su attivo diventa altamente significativo: il progetto va riletto come un early warning a due-tre anni, non a uno. Lo score ex ante attuale, costruito sull’orizzonte a un anno, resta un indicatore esplorativo di fragilità territoriale, non un sistema validato di early warning delle singole PMI.

Parole chiave

early warning, PMI, sofferenze, leverage, panel regression, fragility score, Banca d’Italia, orizzonte previsivo

1 Il punto di partenza: poster 12 della Challenge BdI

1.1 La Challenge come agenda-setting

L’Innovation Data Challenge 2026, organizzata da Banca d’Italia e Central Bank of Ireland in collaborazione con sette università, non è un concorso accademico generico. È un dispositivo istituzionale: attraverso la selezione e la pubblicazione dei poster selezionati, le banche centrali indicano quali problemi considerano rilevanti, quali metodi considerano maturi e quali competenze diventano strategiche per il sistema bancario.

Il messaggio sottostante ai tredici poster è coerente: l’intelligenza artificiale bancaria seria non è l’assistente che riassume testi, ma l’infrastruttura analitica che trasforma dati granulari in segnali azionabili — su frodi, resilienza, rischio sistemico, early warning, pagamenti.

1.2 Il poster 12 — Liquidity Dynamics

Il poster 12 affronta la domanda: i dati transazionali possono identificare le PMI finanziariamente fragili prima che la fragilità emerga nei bilanci?

Dati usati: transazioni PMI e bilanci 2024–2025 (dati sintetici IT–IE).

Definizione di distress (variabile dipendente, binaria): almeno una delle seguenti condizioni è vera —

\[\text{ICR} < 1{,}5 \quad \text{OR} \quad \text{Current Ratio} < 1 \quad \text{OR} \quad \text{OCF} < 0\]

Tre indicatori transazionali (feature engineering dal conto corrente):

Indicatore Definizione Analogia bilancio
Liquidity Buffer Saldo medio disponibile / uscite medie Liquidità corrente
Stress Frequency % giorni con saldo sotto soglia critica Frequenza tensione di cassa
Stress Severity Ratio Deficit medio nei giorni critici / saldo medio Intensità dello stress

Modello: regressione logistica con variabili standardizzate.

Performance: AUC = 0,657 — statisticamente significativo, capacità di ordinare un’impresa distressed sopra una sana nel 66% dei casi.

Il passaggio chiave: i dati transazionali anticipano il bilancio. Non sostituiscono l’analisi economico-finanziaria, ma la rendono forward-looking: il segnale di fragilità emerge dai flussi di cassa prima di comparire nelle voci di stato patrimoniale.

Nota

Collegamento con altri poster della Challenge

Anche i poster 2 (LocalGLMnet per anomaly detection), 3 (Random Forest + Simulated Annealing per resilienza), 9 (early warning operativo con threshold latenza) e 11 (welfare costs dei payment glitches) condividono la stessa logica: trasformare dati grezzi in indicatori precoci di rischio. Il poster 12 è quello più direttamente collegabile al credito PMI e ai bilanci bancari.


2 Algoritmi dalla Challenge rilevanti per lo spinoff

Tre metodi del PDF meritano approfondimento perché danno l’idea di come costruire l’early warning, non solo di cosa misurare.

2.1 Regressione logistica per scoring di distress (poster 12)

La regressione logistica stima la probabilità che un’osservazione appartenga alla classe positiva (distress = 1):

\[P(\text{distress}_i = 1) = \frac{1}{1 + e^{-(\beta_0 + \beta_1 x_{1i} + \cdots + \beta_k x_{ki})}}\]

Vantaggi nel contesto bancario: - Coefficienti interpretabili: ogni \(\beta_j\) è il log-odds ratio — quanto cambia la probabilità di distress per una variazione unitaria di \(x_j\). - Output probabilistico: produce un score continuo [0,1] ordinabile per priorità di intervento. - Glass-box per compliance: l’esplicitezza dei coefficienti è compatibile con i requisiti di spiegabilità (SREP, Linee guida EBA su AI). - AUC come metrica: misura la capacità discriminante del modello senza dipendere dalla soglia di classificazione.

Limitazione principale: assume relazione lineare tra le feature trasformate e il log-odds. Non cattura interazioni complesse senza engineering esplicito delle feature.

NoneTecnica del poster — regressione logistica

NotaTecnica del poster — regressione logistica

È appropriata nel poster perché l’esito della singola impresa è binario e le osservazioni transazionali sono granulari. Non viene trasferita a questo studio: qui l’esito è un tasso regionale continuo, per cui si usano regressioni lineari e metriche di errore fuori campione.

2.2 LocalGLMnet — XAI con coefficienti variabili per osservazione (poster 2)

Il poster 2 propone un’alternativa al trade-off linearità/opacità: il LocalGLMnet, un framework “glass-box” in cui i coefficienti di regressione variano per singola osservazione.

\[\hat{y}_i = \sum_j \beta_j(\mathbf{x}_i) \cdot x_{ij}\]

dove \(\beta_j(\mathbf{x}_i)\) è stimato da una rete neurale che prende in input l’intero vettore \(\mathbf{x}_i\). Il risultato è un modello: - Non lineare nelle relazioni tra feature (la rete cattura interazioni) - Interpretabile localmente: per ogni osservazione \(i\), i coefficienti \(\beta_j(\mathbf{x}_i)\) hanno la stessa interpretazione di un modello lineare

Rispetto a SHAP/LIME (post-hoc, approssimazioni): LocalGLMnet è un modello intrinsecamente spiegabile, non una spiegazione aggiunta a posteriori. Per un ufficio compliance o risk management, la differenza è sostanziale.

Rilevanza per questo spinoff: se si disponesse di dati individuali PMI (es. integrazione Cerved × segnalazioni BdI), LocalGLMnet sarebbe il metodo naturale per un early warning che soddisfi i requisiti EBA sulla spiegabilità dei modelli di scoring.

2.3 Random Forest + Simulated Annealing per riduzione falsi positivi (poster 3)

Il poster 3 affronta il problema del “cry wolf crisis” nei sistemi di rilevamento anomalie: troppi allarmi generano rumore e riducono la capacità di intervento. La soluzione è:

  1. Random Forest / Gradient Boosting per la classificazione delle anomalie (segnale di base)
  2. Simulated Annealing per ottimizzare la soglia di allerta — l’algoritmo cerca la soglia che massimizza la funzione obiettivo (tipicamente F1-score o combinazione di precisione/richiamo) navigando lo spazio delle soluzioni con perturbazioni casuali accettabili con probabilità decrescente

\[T(t) = T_0 \cdot e^{-\lambda t}\]

L’analogia con il presente lavoro riguarda il controllo dei falsi segnali. Il simulated annealing non viene applicato: con 18 regioni e un solo anno di test, ottimizzare i pesi dello score produrrebbe un elevato rischio di overfitting.

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Dimensione Poster 12 (BdI) Questo spinoff

Unità Singola impresa NUTS2 (18 regioni)

Dati input Transazionali real-time Segnalazioni bancarie aggregate

Distress ICR / current ratio / OCF Tasso sofferenze nette

Feature Liquidity Buffer, Stress Frequency, Stress Severity Leverage, MOL/Attivo (lag-1)

Metodo Logistic regression Benchmark dinamici e panel OLS

Metrica AUC MAE/RMSE fuori campione (2024) —————————————————————————————————————

Fonti dati:

Variabile Tabella/File Chiavi Copertura Unità VALORE
0 NPL rate (Y) TRI30211 S11, FENEC=55100033, NUTS2 2009–2025, trim. Milioni €
1 Impieghi (denominatore) TDB10224 SBI25, FENEC=52000139, ENTE=1070001, NUTS2 2011–2025, mens. Migliaia € (÷1000)
2 MOL/Attivo, Leverage (X) Bankit_ratios_20182023.csv (Cerved A2.9) 20 sigle regionali 2018–2023, annuale Percentuale
3 CdL/VA (validazione) FTA ISTAT Tavola_1 2024 20 regioni 2024, cross-section Percentuale

Tabella 1: Fonti dati e tabelle Bankit.sqlite

2.4 Costruzione della variabile dipendente

Il tasso NPL è definito come:

\[\text{NPL rate}_{r,t} = \frac{\text{Sofferenze nette SNF}_{r,t}}{\text{Impieghi imprese}_{r,t}} \times 100\]

dove \(r\) = regione NUTS2, \(t\) = anno (snapshot dicembre).

Nota tecnica: TRI30211 (numeratore) usa SET_CTP=S11 (sole SNF), mentre TDB10224 (denominatore) usa SET_CTP=SBI25 (SNF + famiglie produttrici). La leggera sovrastima del denominatore produce una lieve sottostima del tasso, uniforme tra regioni — non altera la variazione cross-regionale.

NoneTecnica — rapporto tra stock omogenei nel tempo

NotaTecnica — rapporto tra stock omogenei nel tempo

Il rapporto NPL/impieghi normalizza le sofferenze per la dimensione del mercato creditizio regionale. Si usano snapshot di dicembre per evitare che frequenze diverse delle fonti introducano confronti infrannuali. Il mismatch S11/SBI25 impone di interpretare il risultato come proxy, non come NPL ratio regolamentare.

Figura 1: Tasso NPL regionale 2018–2024 — forte discesa fino al 2023 e stabilizzazione nel 2024

Il trend decrescente fino al 2023 riflette il cleanup bancario post-crisi. Nel 2024 la discesa rallenta nettamente: questo cambio di regime rende particolarmente severo il test fuori campione.

2.5 Disegno predittivo e modelli

Il panel predittivo associa l’esito \(NPL_{r,t}\) esclusivamente a informazioni disponibili in \(t-1\). La stima usa gli anni 2019–2023; il 2024 è tenuto completamente fuori campione.

NoneTecnica — lag temporale di un anno

ConsiglioTecnica — lag temporale di un anno

Il lag impone l’ordine informativo necessario a un early warning: le caratteristiche 2023 possono spiegare o prevedere il 2024, non il contrario. Questa scelta elimina il leakage presente quando il CdL/VA 2024 veniva associato agli anni precedenti. Il CdL/VA resta disponibile soltanto come confronto descrittivo esterno.

Si confrontano quattro specificazioni: persistenza ingenua, autoregressione stimata, autoregressione con variabili di struttura e modello dinamico con effetti fissi regionali.

\[ \begin{aligned} \text{Naive:}\quad &\widehat{NPL}_{r,t}=NPL_{r,t-1} \\ \text{M0:}\quad &NPL_{r,t}=\alpha+\rho NPL_{r,t-1}+\varepsilon_{r,t} \\ \text{M1:}\quad &NPL_{r,t}=\alpha+\rho NPL_{r,t-1}+\beta_1 Lev_{r,t-1}+\beta_2 MOL_{r,t-1}+\varepsilon_{r,t} \\ \text{M2:}\quad &NPL_{r,t}=\alpha_r+\rho NPL_{r,t-1}+\beta_1 Lev_{r,t-1}+\beta_2 MOL_{r,t-1}+\varepsilon_{r,t} \end{aligned} \]

NoneTecnica — benchmark autoregressivo

NotaTecnica — benchmark autoregressivo

Il tasso NPL è fortemente persistente. Prima di attribuire capacità anticipatrice a leverage e MOL/Attivo bisogna verificare se migliorano una previsione basata sul solo NPL precedente. La regola naive è il benchmark operativo più difficile da battere quando la serie si stabilizza.

NoneTecnica — effetti fissi regionali

NotaTecnica — effetti fissi regionali

Le dummy NUTS2 controllano caratteristiche regionali costanti e non osservate. Sono utili come diagnostica within-region, ma con appena cinque anni di training un modello dinamico FE è esposto a Nickell bias; non viene quindi interpretato causalmente.

NoneTecnica — errori standard cluster

NotaTecnica — errori standard cluster

Gli errori sono clusterizzati per NUTS2 per ammettere eteroschedasticità e correlazione seriale all’interno della stessa regione. Con 18 cluster l’inferenza resta approssimata e i p-value vanno letti con cautela.

modello variabile coef se_cluster pvalue sign r2_adj
0 M0_AR npl_rate_lag1 0.751 0.015 0.000 *** 0.919
1 M1_AR_struttura npl_rate_lag1 0.756 0.021 0.000 *** 0.917
2 M1_AR_struttura mol_attivo_lag1 -0.007 0.061 0.904 NaN 0.917
3 M1_AR_struttura leverage_lag1 -0.014 0.025 0.562 NaN 0.917
4 M2_FE_dinamico npl_rate_lag1 0.802 0.051 0.000 *** 0.900
5 M2_FE_dinamico mol_attivo_lag1 0.093 0.091 0.305 NaN 0.900
6 M2_FE_dinamico leverage_lag1 -0.085 0.088 0.336 NaN 0.900

Tabella 2: Coefficienti stimati sul 2019–2023 — errori standard cluster NUTS2

Il coefficiente di \(NPL_{t-1}\) è elevato e significativo. Una volta controllata questa persistenza, leverage e MOL/Attivo non sono significativi né nel modello pooled né nel modello FE. Il precedente risultato sul leverage dipendeva quindi dall’omissione della dinamica propria del tasso NPL.

2.6 Backtest temporale 2024

NoneTecnica — holdout temporale

ConsiglioTecnica — holdout temporale

Il 2024 non partecipa alla stima: simula una previsione reale prodotta a fine 2023. MAE misura l’errore medio assoluto; RMSE penalizza maggiormente gli errori grandi. È una verifica più pertinente dell’R² in-sample per stabilire se esiste capacità di early warning.

modello mae_2024 rmse_2024 bias_2024 correlazione_2024 n_test
0 NAIVE_persistenza 0.152 0.192 0.129 0.985 18
1 M0_AR 0.755 0.775 -0.755 0.985 18
2 M1_AR_struttura 0.727 0.746 -0.727 0.984 18
3 M2_FE_dinamico 0.433 0.455 -0.433 0.980 18

Tabella 3: Prestazioni fuori campione sul 2024 (18 regioni)

La persistenza naive ottiene RMSE 0,192. M1, che aggiunge leverage e MOL/Attivo, raggiunge 0,746: un errore quasi quattro volte superiore. Anche M2-FE (0,455) non batte il benchmark. I modelli stimati sottoprevedono sistematicamente il 2024 perché apprendono la forte discesa 2019–2023, mentre nel test il tasso si stabilizza. Non emerge quindi evidenza che le variabili di bilancio migliorino la previsione annuale del tasso NPL.

2.7 Estensioni testate a h=1: nessuna salva il modello

Prima di concludere che mancassero variabili, sono state testate altre due estensioni sullo stesso orizzonte a un anno: l’aggiunta di due feature regionali costruite ad hoc (HHI bancario su sportelli e quota di credito Costruzioni+Immobiliare, come proxy di concentrazione del mercato e di esposizione settoriale) e una riformulazione del modello in variazioni anno su anno invece che in livelli.

Estensione RMSE 2024 Esito
M1 (livelli, leverage+MOL/Attivo) 0,746 baseline già scartata
M1 + HHI regionale + quota Costruzioni/Immobiliare 0,724 nessun miglioramento, variabili non significative (p=0,186 e p=0,523)
Modello in differenze (momentum del calo) 1,142 peggiore di tutti
NoneDiagnosi: è la specificazione, non le variabili mancanti

ImportanteDiagnosi: è la specificazione, non le variabili mancanti

Il fatto che aggiungere due covariate economicamente sensate non sposti il risultato, e che passare ai livelli-in-differenze peggiori ulteriormente, indica che il problema non è l’assenza di una feature dimenticata. Il tasso NPL regionale a un anno si comporta empiricamente come un processo vicino a un random walk: il valore di oggi resta il miglior predittore di quello di domani, e ogni tentativo di aggiungere struttura introduce più errore di stima di quanto tolga di bias.

2.8 Cambiare orizzonte: a tre anni il modello vince

Se il problema è che a un anno il tasso si muove troppo poco perché la struttura di bilancio conti qualcosa rispetto al rumore, la domanda naturale è: cosa succede a un orizzonte più lungo, dove il livello si è spostato abbastanza da lasciare margine ai fondamentali? Ripetendo lo stesso confronto (persistenza vs. modello con leverage e MOL/Attivo) a 2 e 3 anni di distanza:

Orizzonte N training RMSE persistenza RMSE modello Vince
1 anno 90 0,192 0,746 persistenza (3,9×)
2 anni 72 0,537 1,248 persistenza (2,3×)
3 anni 54 2,519 1,267 modello (2,0×)

A tre anni il margine operativo lordo su attivo diventa altamente significativo (coefficiente -0,304, p=0,001): più redditività oggi, meno sofferenze tra tre anni — un ritardo economicamente sensato, coerente con un canale in cui la redditività condiziona la capacità di servizio del debito nel medio periodo, non nel mese successivo.

NoneLimite del risultato a tre anni

AvvisoLimite del risultato a tre anni

Con soli sei anni di dati Cerved (2018–2023), il test a h=3 dispone di un solo anno di verifica fuori campione (2024, da un’origine 2021) e 54 osservazioni di stima. È un segnale promettente e coerente con l’intuizione economica, non ancora un risultato validato con vera cross-validation temporale. Andrà riconfermato quando saranno disponibili più anni di indicatori Cerved.

Implicazione per il progetto: l’orizzonte corretto per un early warning basato su questi dati non è un anno ma due-tre anni. Le sezioni seguenti (score composito, mappa) restano costruite sull’orizzonte a un anno per coerenza con la pipeline esistente; la revisione a orizzonte 2-3 anni è il prossimo passo naturale (v. Sviluppi possibili).

2.9 Score composito di fragilità ex ante

Per sintetizzare le tre dimensioni disponibili a fine 2023, lo score destinato al 2024 è:

\[\text{Fragility}_{r,2024} = \frac{1}{3} \left[ z(\text{NPL}_{r,2023}) + z(\text{Leverage}_{r,2023}) - z(\text{MOL/Attivo}_{r,2023}) \right]\]

NoneTecnica — score composito standardizzato

NotaTecnica — score composito standardizzato

Gli z-score rendono confrontabili variabili con scale diverse; i segni incorporano la direzione economica attesa. Tutte le componenti precedono l’esito 2024, che resta escluso dalla costruzione. I pesi uguali sono trasparenti ma non stimati: lo score ordina esposizioni strutturali e non rappresenta una probabilità calibrata di distress.

La correlazione di rango tra score e NPL osservato nel 2024 è 0,282: positiva ma debole. Lo score deve quindi essere considerato esplorativo.


3 Risultati

3.1 Mappa regionale del fragility score

Figura 2: Fragility Score ex ante 2024, costruito solo con informazioni 2023. Rosso = maggiore esposizione strutturale.

Lazio presenta lo score più alto (+1,81), trainato dal leverage massimo (44,3%) e dal MOL/Attivo minimo (6,0%). Il dato segnala esposizione strutturale, ma non autorizza da solo una spiegazione settoriale o causale.

Veneto presenta lo score più basso (−1,09), grazie a leverage contenuto e MOL/Attivo elevato. Nel 2024 il suo NPL osservato è 1,40%.

La debole correlazione con l’esito mostra che il ranking non coincide con il rischio creditizio osservato: Calabria e Sicilia mantengono NPL elevati nonostante leverage relativamente basso. Questo scarto richiede ulteriori variabili territoriali e settoriali.

3.2 Scatter leverage vs NPL rate

Figura 3: Leverage osservato nel 2023 e tasso NPL realizzato nel 2024: confronto temporale coerente, non relazione causale.

3.3 Ranking regionale

Figura 4: Fragility Score ex ante 2024. Le etichette riportano il tasso NPL successivamente osservato nel 2024.

3.4 Tabella ranking completo

NUTS2 Regione NPL 2023 (%) Leverage 2023 (%) MOL/Attivo 2023 (%) Fragility Score (z) NPL osservato 2024 (%)
0 ITI4 Lazio 3.07 44.3 6.0 +1.81 2.78
1 ITG2 Sardegna 3.42 39.2 8.7 +0.63 3.22
2 ITC3 Liguria 1.53 43.1 7.4 +0.62 1.39
3 ITF4 Puglia 2.43 40.3 8.8 +0.29 2.42
4 ITF6 Calabria 3.36 35.4 8.8 +0.17 3.10
5 ITC4 Lombardia 1.24 42.5 8.3 +0.17 1.24
6 ITF3 Campania 3.18 37.4 9.5 +0.10 3.16
7 ITH4 Friuli-VG 1.15 40.8 7.8 +0.10 1.05
8 ITG1 Sicilia 3.31 34.5 9.1 -0.03 2.85
9 ITF5 Basilicata 1.71 41.4 9.7 -0.16 1.47
10 ITH5 Emilia-R. 1.47 37.0 7.9 -0.19 1.29
11 ITI3 Marche 2.05 37.1 9.0 -0.26 2.19
12 ITC1 Piemonte 1.50 36.8 8.2 -0.28 1.43
13 ITF1 Abruzzo 2.56 36.4 9.7 -0.32 2.44
14 ITI2 Umbria 2.13 36.2 9.1 -0.35 1.95
15 ITI1 Toscana 2.02 34.6 8.5 -0.38 2.05
16 ITF2 Molise 2.66 35.7 11.3 -0.82 2.41
17 ITH3 Veneto 1.37 33.8 9.7 -1.09 1.40

Tabella 4: Fragility Score ex ante 2024 e successivo esito osservato

Il tasso NPL 2024 è mostrato soltanto per la validazione successiva e non entra nel calcolo dello score.


4 Limiti e sviluppi

4.1 Limiti principali

  1. Aggregazione regionale: il segnale transazionale individuale del poster BdI (Liquidity Buffer per singola PMI) non è replicabile con dati aggregati. Il tasso NPL regionale è molto più rumoroso e ritardato.

  2. Assenza di cross-section sufficientemente ampia: 18 NUTS2 è un N piccolo per effetti between. Il modello è identificato dalla dimensione within (variazione annuale), che resta limitata per molte regioni.

  3. Un solo lag: le variabili di struttura finanziaria a t−1 potrebbero avere lag ottimale più lungo. Con 6 anni di Cerved (2018–2023) il panel è troppo corto per testare lag multipli.

  4. Denominatore: TDB10224 (SBI25) include le famiglie produttrici; TRI30211 (S11) le esclude. La leggera mismatch sistematica non altera il ranking regionale ma produce una sottostima uniforme del tasso NPL.

  5. Cambio di regime nel 2024: i modelli apprendono il cleanup 2019–2023 e sottostimano la successiva stabilizzazione. Un solo anno holdout non consente di distinguere un fallimento permanente da instabilità temporanea.

  6. Pesi dello score non stimati: la media semplice degli z-score è trasparente ma normativa. La correlazione di rango 0,282 con l’esito 2024 è troppo debole per un impiego operativo.

  7. Fallacia ecologica: un indicatore regionale non permette inferenze sulla probabilità di distress della singola PMI.

4.2 Sviluppi possibili

  • Riorientare la pipeline a orizzonte 2-3 anni: priorità immediata. Il test esplorativo a h=3 batte la persistenza (RMSE 1,267 vs 2,519); da integrare negli script (04_model_fe.py) come modello principale, non solo come nota a margine, e da riconfermare quando arriveranno nuovi anni Cerved.
  • Dati FdG (Fondo di Garanzia): aggiungere la quota FdG/impieghi come quarta feature — le regioni con alta dipendenza dalla garanzia pubblica potrebbero avere NPL strutturalmente più alti.
  • Lag multipli: con una serie TRI più lunga (disponibile dal 2009), stimare il lag ottimale per il leverage con cross-correlation analysis, ora che si sa che il lag conta (h=1 fallisce, h=3 funziona).
  • Specificazione log-lineare: log(NPL rate) come dipendente per evitare previsioni negative e ridurre l’eteroschedasticità.
  • Dati individuali: integrazione con Cerved per PMI individuali — consentirebbe di replicare fedelmente la logistic regression del poster 12 con feature di bilancio al posto di quelle transazionali.
  • Serie più lunga e rolling backtest: ripetere la valutazione su più anni e confrontare sempre i modelli con persistenza e media storica, specialmente a h=3 dove il campione di verifica resta di un solo anno.

5 Conclusioni

Il poster 12 mostra che sequenze transazionali granulari possono anticipare il distress della singola PMI. Questo studio verifica se la stessa intuizione generale sopravvive usando rilevazioni annuali aggregate regionali. Non replica quindi la tecnica originale: ne costruisce un’analogia più debole e la sottopone a backtest.

Il risultato principale a un anno è negativo ma informativo. Il tasso NPL precedente spiega quasi tutta la capacità di ordinamento regionale; leverage e MOL/Attivo non aggiungono coefficienti significativi. Nel 2024 la persistenza naive ottiene RMSE 0,192, contro 0,746 del modello strutturale e 0,455 del modello dinamico FE — un divario di quasi quattro volte, non un pareggio. Aggiungere concentrazione bancaria regionale ed esposizione settoriale a Costruzioni/Immobiliare non lo colma (0,724); nemmeno modellare la variazione anno su anno invece del livello (1,142). Il tasso NPL regionale a un anno si comporta come un processo vicino a un random walk: non esiste, su questo campione e a questo orizzonte, evidenza sufficiente per qualificare le variabili di bilancio come leading indicator.

Cambiando orizzonte, il quadro si ribalta. A tre anni di distanza il modello con leverage e MOL/Attivo batte la persistenza di un fattore due (RMSE 1,267 contro 2,519), e il margine operativo lordo su attivo diventa un predittore altamente significativo (p=0,001). Il risultato si basa su un solo anno di verifica fuori campione e va quindi trattato come promettente, non consolidato — ma sposta la domanda di fondo del progetto: non “i fondamentali di bilancio prevedono le sofferenze bancarie regionali”, ma “a quale orizzonte lo fanno”. La risposta emersa oggi è due-tre anni, non uno.

Lo score ex ante identifica il Lazio come regione maggiormente esposta secondo la combinazione scelta, ma la correlazione di rango con l’NPL 2024 è soltanto 0,282 — costruito e validato sull’orizzonte a un anno che si è rivelato il meno promettente. Il prodotto finale resta oggi un indicatore esplorativo di fragilità territoriale, utile per formulare ipotesi e organizzare il monitoraggio, non un sistema validato di early warning né uno strumento di scoring delle singole PMI. Il prossimo passo naturale è ricostruirlo sull’orizzonte a tre anni, dove il segnale è più forte.


Trasparenza sull’uso dell’intelligenza artificiale

L’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa è dichiarato esplicitamente in quanto parte del processo di lavoro seguito nella redazione del presente documento. Tali strumenti sono stati impiegati a supporto della lettura, della sintesi, della riorganizzazione argomentativa e della revisione testuale, sempre nell’ambito di un processo pienamente controllato dall’autore.

La responsabilità per le fonti utilizzate, le analisi condotte, le verifiche effettuate, le interpretazioni proposte e le conclusioni formulate resta interamente in capo all’autore.

L’intelligenza artificiale è stata utilizzata come ambiente di supporto cognitivo ed editoriale, non come fonte primaria, autore autonomo o sostituto del giudizio critico.

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